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Castelsardo, trent'anni di progetti, finanziamenti e occasioni perdute: il futuro rimasto sulla carta

Castelsardo, trent'anni di progetti, finanziamenti e occasioni perdute: il futuro rimasto sulla carta

Ci sono pagine della storia amministrativa di Castelsardo che meritano di essere recuperate. Non per alimentare sterili polemiche, ma perché conoscere il passato è il primo passo per comprendere il presente e progettare il futuro.

Negli ultimi trent'anni la città ha visto nascere progetti ambiziosi, studi specialistici, strumenti urbanistici, finanziamenti regionali e importanti occasioni di confronto pubblico. Eppure molte di quelle iniziative sembrano fermarsi lungo il cammino, lasciando ai cittadini una domanda semplice: che fine hanno fatto?

Il progetto che guardava al mare

Alla fine degli anni Novanta, nella Sala XI del Castello dei Doria, Castelsardo visse uno dei momenti più importanti della propria storia recente.

Fu effettuata la presentazione il Piano ambientale-idrico di tutela, valorizzazione e riqualificazione del territorio comunale , uno studio di fattibilità di elevato contenuto tecnico realizzato nell'ambito della Delibera CIPE n. 106 del 30 giugno 1999 .

Il progetto non era una semplice raccolta di idee.

Gli elaborati tecnici dimostrano che si trattava di uno studio approfondito che affrontava temi oggi più attuali che mai:

Tutela della fascia costiera

riqualificazione delle spiagge;

ripristino delle caratteristiche paesaggistiche e morfologiche;

adeguamento delle strutture turistico-ricettive alla normativa europea;

analisi dell'evoluzione della linea di riva dal 1980 al 1995;

individuazione delle aree soggette ad avanzamento e arretramento della costa.

Un lavoro complesso, corredato da tavole cartografiche, rilievi tecnici e studi geomorfologici.

La presentazione è stata affidata ai progettisti e al sindaco di allora.

In Sala XI erano presenti operatori turistici, imprenditori, giornalisti, tecnici e cittadini.

Chi partecipò a quell'incontro ricorda ancora oggi l'entusiasmo che accompagnò la presentazione.

Finalmente Castelsardo sembrava dotarsi di uno strumento capace di coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e valorizzazione del proprio patrimonio naturale.

Sembrava l'inizio di una nuova stagione.

poi il silenzio.

Terminata la presentazione pubblica, quel progetto scompare progressivamente dal dibattito cittadino.

I professionisti avevano svolto il loro lavoro.

Gli studi erano stati completati.

Le tavole erano state predisposte.

Le analisi erano disponibili.

Eppure di quel piano non si parlò praticamente più.

Nel frattempo il problema dell'erosione costiera continuava a manifestarsi lungo il litorale, mentre negli anni successivi la tutela delle coste sarebbe diventato uno dei temi centrali della pianificazione territoriale della Sardegna.

Viene spontaneo chiedersi se parte di quel lavoro avrebbe potuto rappresentare una base importante anche per affrontare le problematiche odierne.

Il Piano Urbanistico Comunale

Pochi anni dopo, nel 2003, Castelsardo tornò a parlare di futuro.

Il Consiglio comunale approvò il Piano Urbanistico Comunale , lo strumento destinato a programmare lo sviluppo urbanistico della città.

Anche quella volta la presentazione avvenne nella Sala XI.

Operatori economici, rappresentanti del comparto turistico, giornalisti e cittadini ascoltarono una visione di sviluppo che avrebbe dovuto accompagnare Castelsardo negli anni successivi.

Il PUC non era soltanto un insieme di norme urbanistiche.

Era il progetto attraverso il quale programmare la crescita della città, regolamentare il territorio, favorire nuovi investimenti, recuperare il patrimonio edilizio esistente, tutelare il paesaggio e creare nuove opportunità economiche.

Le aspettative erano elevate.

Molti pensavano che Castelsardo fosse finalmente pronta a dotarsi dello strumento urbanistico moderno che da tempo attendeva.

L'arrivo del Piano Paesaggistico Regionale

Negli anni successivi lo scenario cambiò profondamente.

L'approvazione del Piano Paesaggistico Regionale ha modificato il quadro normativo e impose ai Comuni l'adeguamento dei propri strumenti urbanistici alle nuove disposizioni di tutela del territorio.

Il percorso del PUC di Castelsardo si fermò.

L'iter amministrativo non arrivò mai alla definitiva conclusione.

Nel frattempo, secondo quanto ricordano numerosi protagonisti di quella stagione amministrativa, venne smantellato anche l'Ufficio Piano, la struttura tecnica costituita proprio per seguire un procedimento tanto complesso.

Una scelta che molti, ancora oggi, ritengono abbia rallentato ulteriormente il percorso di pianificazione urbanistica della città.

I fondi della Regione

La vicenda, tuttavia, non si conclude.

Negli anni la Regione Sardegna ha continuato a sostenere economicamente il Comune affinché il Piano Urbanistico Comunale venisse adeguato alla nuova normativa.

L'assegnazione di  130 mila euro  per l'adeguamento del PUC rappresenta una delle testimonianze di questo impegno.

Si tratta di risorse pubbliche destinate a consentire il completamento di uno strumento considerato fondamentale per il futuro della città.

Ed è proprio questo elemento che rende ancora più attuale la riflessione.

Le domande che attendono una risposta

In quasi trent'anni Castelsardo ha beneficiato di studi specialistici, incarichi professionali, finanziamenti regionali, progetti sulla fascia costiera, piani urbanistici e successivi contributi per il loro adeguamento.

È quindi naturale che i cittadini si pongano alcune domande.

Qual è stato l'investimento complessivo sostenuto nel corso degli anni?

Quali elaborati tecnici sono stati prodotti?

Quanti incarichi professionali sono stati affidati?

Che fine hanno fatto gli studi sul recupero della fascia costiera?

Gli elaborati del Piano ambientale-idrico sono ancora disponibili?

Possono costituire ancora oggi una base tecnica per affrontare il problema dell'erosione costiera?

A che punto si trova realmente il Piano Urbanistico Comunale?

Quali sono le prospettive per la sua definitiva approvazione?

Sono interrogativi legittimi che non appartengono alla polemica politica ma al diritto dei cittadini di conoscere come sono state utilizzate le risorse pubbliche e quale patrimonio progettuale possiede oggi il Comune.

La memoria come patrimonio collettivo

Ogni progetto finanziato con denaro pubblico rappresenta un patrimonio della comunità.

Ogni studio realizzato da professionisti incaricati conserva un valore che non può essere dimenticato in un archivio.

La pianificazione urbanistica non è una questione che riguarda soltanto tecnici e amministratori.

Riguarda il lavoro, il turismo, la tutela dell'ambiente, gli investimenti, i servizi, la qualità della vita e il futuro delle nuove generazioni.

Per questo motivo recuperare la memoria di quei progetti significa offrire alla città uno strumento di conoscenza e di riflessione.

L'impegno di Castelsardo Online

Castelsardo Online avvierà un lavoro di ricerca e ricostruzione documentale per riportare alla luce gli atti, i progetti, le delibere, gli studi ei finanziamenti che hanno segnato la storia urbanistica della città.

L'obiettivo non è individuare colpevoli né riscrivere la storia.

L'obiettivo è mettere a disposizione dei cittadini documenti, fatti e informazioni affinché ciascuno possa formarsi un'opinione basata sulla conoscenza.

Perché una comunità cresce quando conosce il proprio passato, comprende gli errori commessi, valorizza il lavoro già svolto e costruisce il futuro partendo da basi solide.

Forse è arrivato il momento di riaprire quei faldoni, riscoprire quei progetti e chiedersi se, almeno in parte, possono ancora offrire idee e soluzioni per la Castelsardo di domani.

La storia urbanistica di una città non appartiene alle amministrazioni che si sono succedute. Appartiene ai cittadini. E i cittadini hanno il diritto di conoscerla.

 

Come sempre se qualcuno ha qualcosa da dire ci scriva: ampsicoracs@gmail.com

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Posted by Ampsicora
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