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Seconda Puntata Castelsardo e il rischio idrogeologico: il problema che riguarda tutti

Seconda Puntata Castelsardo e il rischio idrogeologico: il problema che riguarda tutti

Seconda puntata – Le sei fragilità di Castelsardo


Nella prima puntata abbiamo visto che il rischio idrogeologico non è un concetto astratto ma il risultato dell'incontro tra fenomeni naturali e presenza umana.

In questa seconda tappa proviamo invece a osservare Castelsardo da una prospettiva diversa.

Non quella del visitatore che ammira uno dei borghi più belli della Sardegna, ma quella di chi cerca di leggere il territorio e comprenderne le caratteristiche più profonde.

Perché ogni territorio possiede le proprie fragilità.

Conoscerle non significa creare allarmismo. Significa acquisire consapevolezza.

E osservando Castelsardo emerge una realtà interessante: le criticità non sono concentrate in un solo punto, ma si distribuiscono in diverse aree del territorio comunale.

Prima fragilità: il promontorio storico

La prima evidenza è sotto gli occhi di tutti.

Castelsardo è nato e si è sviluppato sopra un promontorio roccioso che nei secoli ha rappresentato una straordinaria risorsa difensiva, paesaggistica e identitaria.

Il Castello dei Doria e il centro storico costituiscono il cuore della città e sono costruiti su una struttura geomorfologica che richiede attenzione costante.

La stabilità dei versanti, il controllo dei fenomeni erosivi e il monitoraggio delle pareti rocciose non rappresentano soltanto una questione tecnica, ma una condizione essenziale per la tutela del patrimonio storico e culturale della città.

Seconda fragilità: i costi urbani

Una caratteristica ricorrente di Castelsardo è il rapporto diretto tra abitato e versanti rocciosi.

In diverse aree del paese edifici, strade e infrastrutture convivono con pareti naturali che necessitano di monitoraggio e manutenzione.

Il caso di via Salvino è emblematico.

Nel 2021 sono stati finanziati studi e progettazioni finalizzati alla messa in sicurezza e al consolidamento del costone, a conferma dell'attenzione che negli ultimi anni è stata riservata a queste problematiche.

Questi interventi ricordano che la sicurezza del territorio non dipende soltanto dagli eventi eccezionali, ma anche dalla gestione ordinaria delle condizioni di instabilità che possono svilupparsi nel tempo.

Terza fragilità: Terra Bianca

Per molti cittadini il nome Terra Bianca richiama immediatamente la frana che nel dicembre del 2020 interessò il costone lungo la Strada Statale 134.

L'evento impone limitazioni alla viabilità e rese necessari interventi urgenti di messa in sicurezza.

Successivamente furono stanziate risorse regionali per la progettazione e la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio.

Terra Bianca rappresenta probabilmente il caso più evidente di come una criticità geologica possa trasformarsi in un problema concreto per la vita quotidiana della comunità.

Quarta fragilità: il Colle di Frigianu

Il Colle di Frigianu rappresenta invece il volto meno visibile ma forse più importante della prevenzione.

Nel 2019 l'Autorità di Bacino della Sardegna ha approvato una specifica variante al Piano di Assetto Idrogeologico riguardante quest'area.

Dietro una variante PAI non vi è soltanto un atto amministrativo, ma un percorso fatto di rilievi, studi geologici, analisi e approfondimenti tecnici.

Frigianu dimostra come la conoscenza del territorio sia un processo continuo che evolve nel tempo.

Quinta fragilità: le falesie e i costoni costieri

Castelsardo vive in costante dialogo con il mare.

È proprio questa relazione a renderlo unico.

Le falesie costiere e i costoni affacciati sul Golfo dell'Asinara costituiscono uno degli elementi più spettacolari del paesaggio locale, ma sono anche soggetti all'azione continua degli agenti atmosferici e dell'erosione marina.

Vento, pioggia, salsedine e mare modellano da secoli queste pareti rocciose.

Comprendere la loro evoluzione rappresenta una delle sfide più importanti per chi si occupa della tutela e della sicurezza del territorio.

Sesta fragilità: i rii nascosti

Quando si pensa a Castelsardo si pensa immediatamente alle frane.

Molto meno si pensa all'acqua.

Eppure ogni territorio è attraversato da un reticolo di rii, impluvi e canali naturali che durante gli eventi meteorologici intensi diventano le vie attraverso cui l'acqua cerca il proprio percorso verso il mare.

Le Norme di Attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico dedicano particolare attenzione ai corsi d'acqua e prevedono specifiche fasce di tutela lungo il reticolo idrografico regionale. Tali fasce possono arrivare fino a cinquanta metri dai corsi d'acqua non arginati e hanno l'obiettivo di preservare le condizioni di sicurezza idraulica del territorio.

È probabilmente la fragilità meno conosciuta dai cittadini e, proprio per questo, una delle più interessanti da approfondire.

Una mappa che cambia nel tempo

La parola chiave è conoscenza.

Le mappe del rischio non sono fotografie immutabili.

Le Norme di Attuazione del PAI prevedono che i Comuni elaborino e aggiornino studi specifici di assetto idrogeologico per migliorare continuamente il quadro conoscitivo del territorio.

Questo significa che le fragilità non vengono semplicemente registrate: vengono studiate, monitorate e periodicamente rivalutate sulla base delle nuove conoscenze disponibili.

La vera domanda

Osservando queste sei fragilità emerge una considerazione importante.

Castelsardo non presenta un unico problema da risolvere.

Presenta invece una pluralità di situazioni differenti che richiedono attenzione, pianificazione e continuità.

Ed è proprio qui che nasce la domanda centrale della nostra serie.

Nel corso degli anni Castelsardo ha costruito una strategia coerente e continuativa di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico?

Oppure gli interventi sono stati prevalentemente una risposta alle criticità che emergevano di volta in volta?

Non è una domanda rivolta a una singola amministrazione.

È una riflessione che riguarda almeno gli ultimi vent'anni di storia del territorio e coinvolge amministratori, tecnici, enti regionali e comunità locale.

Nella prossima puntata

Dopo aver individuato le principali fragilità del territorio, proveremo a ricostruire il percorso seguito da Castelsardo negli ultimi decenni.

Analizzeremo studi, varianti PAI, finanziamenti, opere di consolidamento e interventi di mitigazione per capire come la città abbia affrontato il tema della sicurezza del territorio e se sia possibile riconoscere una visione di lungo periodo.

Perché conoscere le fragilità è soltanto il primo passo.

La vera sfida è capire come una comunità sceglie di affrontarle.

Posted by Ampsicora