Dopo il nostro primo approfondimento sull'erosione costiera e sul futuro turistico della città, analizziamo perché Castelsardo non compare tra i Comuni finanziati dalla Regione per la difesa degli arenili.
Nei giorni scorsi avevamo acceso i riflettori su un tema che riteniamo strategico per il futuro della città: l'erosione costiera, la progressiva riduzione degli arenili e le possibili conseguenze economiche e turistiche per Castelsardo.
Abbiamo posto alcune domande semplici ma fondamentali. Quali studi sono stati realizzati negli ultimi anni? Quali progetti sono stati elaborati per difendere le spiagge? Quali finanziamenti sono stati richiesti? Quale programmazione è stata messa in campo per contrastare un fenomeno che appare sempre più evidente lungo diversi tratti della costa?
Oggi quelle domande diventano ancora più attuali alla luce di una nuova notizia.
La Regione Sardegna ha infatti stanziato oltre 7 milioni di euro per finanziare interventi contro l'erosione costiera nei Comuni di Badesi, Sorso, Sassari, Arborea e San Teodoro. Non si tratta di finanziamenti assegnati casualmente. L'assessorato regionale all'Ambiente ha chiarito che sono stati premiati i Comuni che avevano già completato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, ottenuto i pareri necessari e predisposto tutta la documentazione indispensabile per rendere immediatamente cantierabili gli interventi.
In altre parole, sono stati finanziati i territori che si sono fatti trovare pronti.
Ed è a questo punto che emerge inevitabilmente la domanda che riguarda Castelsardo.
Perché il nostro Comune non compare tra quelli finanziati?
Si tratta di una domanda legittima soprattutto alla luce delle criticità che interessano il nostro territorio. Da anni si parla di erosione costiera, di arretramento degli arenili, di mareggiate che modificano la conformazione delle spiagge e di problemi che riguardano la fascia costiera. Le stesse istituzioni hanno recentemente riconosciuto l'esistenza di fenomeni erosivi in alcuni tratti del litorale.
Se il problema è noto da tempo, quali attività di programmazione sono state svolte?
Sono stati commissionati studi specialistici sull'evoluzione della linea di costa?
Sono stati fatti rilievi e monitoraggi periodici?
Sono stati predisposti progetti di fattibilità per opere di protezione degli arenili?
Sono state valutate soluzioni tecniche come ripascimenti, opere di difesa costiera o altri interventi di mitigazione?
Sono state presentate richieste di finanziamento alla Regione, allo Stato o all'Unione Europea?
E soprattutto: esistono oggi progetti pronti per partecipare ai prossimi bandi di finanziamento?
La questione non riguarda esclusivamente l'attuale amministrazione. Riguarda anche le amministrazioni che si sono succedute negli anni e che hanno avuto la responsabilità di programmare il futuro del territorio.
Perché se oggi Castelsardo non dispone di progetti immediatamente finanziabili per la tutela delle proprie coste, è doveroso capire quando avrebbe dovuto iniziare quel percorso e perché non sia stato portato a compimento.
C'è poi un altro aspetto che non può essere sottovalutato.
Da più parti continuano ad arrivare segnalazioni e preoccupazioni da parte di operatori turistici e imprenditori del settore. Secondo quanto riferito, vi sarebbe la volontà di aprire un confronto con l'amministrazione comunale sul tema delle spiagge e sulle possibili ripercussioni economiche che la loro progressiva riduzione potrebbe avere sul comparto turistico.
Su questo punto sarà necessario verificare fatti, documenti e richieste formali. Tuttavia il tema esiste e merita attenzione.
Castelsardo è certamente una delle mete culturali più importanti della Sardegna. Il castello, il centro storico e le tradizioni rappresentano un patrimonio straordinario Ma è altrettanto vero che una parte significativa dell'economia locale si fonda sul turismo balneare e sulla capacità di trattenere i visitatori per più giorni.
Molti si chiedono se la città rischia di trasformarsi sempre più in una meta di passaggio, visitata per qualche ora e poi lasciata alle spalle, anziché in una destinazione nella quale soggiornare. In questo contesto le spiagge non rappresentano soltanto un elemento paesaggistico, ma una vera infrastruttura economica naturale.
La differenza tra chi oggi ottiene finanziamenti regionali e chi non li ottiene potrebbe non essere la gravità del problema. Potrebbe essere, più semplicemente, il lavoro svolto negli anni per arrivare preparati quando si aprono le opportunità di finanziamento.
La Regione ha indicato chiaramente la strada: studiare, progettare, programmare e arrivare pronti.
Per questo continueremo ad approfondire la questione attraverso l'analisi degli atti amministrativi, dei finanziamenti ottenuti, dei progetti eventualmente predisposti e degli strumenti di pianificazione territoriale.
L'obiettivo non è alimentare polemiche, ma comprendere se Castelsardo abbia realmente messo in campo tutto ciò che era necessario per difendere uno dei suoi patrimoni più importanti.
Perché la tutela delle spiagge non riguarda soltanto l'ambiente. Riguarda il turismo, l'economia, il lavoro e il futuro della città.

