Dopo qualche giorno di pausa, Castelsardo Online torna a guardare il paese. Tra le notizie di questi giorni e la fine della stagione turistica, una domanda emerge con forza: possiamo immaginare per Castelsardo un'economia capace di creare lavoro anche oltre l'estate?
Bentornati ai lettori di Castelsardo Online. Dopo qualche giorno di assenza ci ritroviamo. Ci siamo concessi una breve pausa, perché anche per noi qualche giorno di vacanza era necessario. Ma abbiamo continuato a seguire quello che accade a Castelsardo e in Sardegna. Tra le notizie che abbiamo letto in questi giorni ci ha colpito la protesta di alcune famiglie per le nuove modalità di accesso al servizio scuolabus e per i costi che, secondo quanto denunciato dai genitori, rischiano di incidere pesantemente sull'organizzazione familiare. Una domanda che merita attenzione e, soprattutto, un confronto tra amministrazione e famiglie. Abbiamo seguito anche le notizie provenienti dalla Regione sul tessuto imprenditoriale sardo e sulle misure destinate a sostenere le imprese. Sono temi diversi, ma entrambi hanno qualcosa da dirci sulla capacità di un territorio da organizzare e guardare avanti.
Settembre è il mese delle domande
A Castelsardo l'estate non è completamente ancora finita. I turisti ci sono ancora e, per fortuna, alcune attività continuano a lavorare. Ma il grande movimento di agosto è alle spalle e il paese comincia lentamente a cambiare ritmo. È un passaggio naturale, ma è anche il momento in cui diventa più evidente una delle fragilità della nostra economia: la forte dipendenza dalla stagione turistica. Durante l'estate molti giovani trovano un'occupazione nei bar, nei ristoranti, negli alberghi, nei bed and breakfast e nelle attività commerciali. È un'opportunità importante, che consente a tanti ragazzi di fare esperienza e di avere un proprio reddito. Poi, però, arriva settembre. E per molti quel lavoro finisce. È qui che la riflessione dovrebbe iniziare. Non possiamo sapere quanti giovani riusciranno a trovare un'altra occupazione e quanti saranno costretti ad aspettare la prossima stagione. Ma sappiamo che una comunità che vuole trattenere le proprie energie migliori deve interrogarsi sulle opportunità che riesce a offrire durante tutto l'anno.
Il turismo è una risorsa. Ma non può essere l'unica risposta
Nessuno mette in discussione il ruolo del turismo. Per Castelsardo è una risorsa fondamentale e sarebbe un errore considerarlo diversamente. La domanda è un'altra: possiamo affiancare al turismo altre attività capaci di produrre reddito e occupazione? La risposta, almeno in teoria, è sì. Non stiamo parlando necessariamente di grandi industrie. Pensiamo piuttosto a una rete di piccole e medie attività: artigianato, nautica, servizi, trasformazione alimentare, imprese tecnologiche, manutenzione, attività legate alla cultura e al patrimonio del territorio. Piccole imprese che potranno nascere, ma soprattutto crescere. Perché spesso il problema non è soltanto attirare un nuovo imprenditore. È mettere nelle condizioni chi già lavora a Castelsardo di fare un passo avanti, assumere personale, investire, innovare. La crescita di un territorio può passare anche dalla crescita delle sue piccole imprese.
Ma il territorio deve essere pronto
La Regione Sardegna dispone di numerosi strumenti destinati alle imprese. Esistono finanziamenti e incentivi per diversi settori, dall'artigianato al commercio, dall'innovazione alla transizione energetica. Ma un bando non è sufficiente a creare sviluppo. Un imprenditore che valuta un investimento guarda anche al territorio nel quale dovrebbe operare. Cerca spazi, infrastrutture, servizi, collegamenti, tempi amministrativi ragionevoli e interlocutori capaci di orientarlo. E qui entra in gioco il Comune. Non necessariamente per finanziare direttamente un'impresa, ma per creare le condizioni perché l'impresa possa nascere e lavorare . Per questa la domanda che poniamo all'amministrazione comunale, e anche a quelle che l'hanno preceduta, è molto semplice: qual è stata e qual è oggi la strategia di Castelsardo per favorire gli insediamenti produttivi? Abbiamo aree artigianali adeguate? Sono disponibili spazi per nuove attività come ad esempio ha fatto Sorso e lo stesso Tergu? Esiste un progetto per intercettare gli incentivi regionali e accompagnare chi vuole investire? E soprattutto, esiste una visione che guardi oltre la prossima stagione turistica? Sono domande legittime. E non hanno necessariamente una risposta politica. Hanno bisogno, prima di tutto, di una risposta concreta. Noi di Castelsardo online qualche dubbio cominciamo ad avere, non siamo riusciti a mantenere in paese neanche un'edicola. Abbiamo nel territorio urbano solo bar e ristoranti e pochissime attività commerciali di altro genere. Per le esigenze più svariate dobbiamo andare, udite udite, a Valledoria o Sassari. Ma perché?
Trattenere le persone, non soltanto attirarle
Forse dovremmo cambiare anche il modo di guardare allo sviluppo. Siamo perfettamente concentrati sulla capacità di portare giustamente visitatori a Castelsardo. Ma una comunità vive anche della capacità di trattenere i propri abitanti. Un giovane che trova un lavoro stabile qui ha una ragione in più per restare. Una famiglia che può contare su un reddito durante tutto l'anno ha maggiori possibilità di progettare il proprio futuro. Un'impresa che cresce crea occupazione, ma genera anche indotto e contributo alla vitalità del paese. È un meccanismo semplice, ma non automatico. Richiede programmazione e soprattutto richiede di cominciare a pensarci prima che diventi un'emergenza.
La domanda che lasciamo sul tavolo
Tra qualche settimana Castelsardo sarà più tranquilla. È il normale ciclo delle stagioni. Ma proprio questo passaggio dovrebbe diventare l'occasione per guardare oltre. Che Castelsardo vogliamo tra dieci anni? Un paese nel quale il lavoro continua a concentrarsi prevalentemente nei mesi estivi oppure una comunità capace di affiancare al turismo nuove attività economiche e nuove opportunità professionali?
Non è una scelta che si può fare in pochi mesi. Ma ogni progetto nasce da una domanda. La nostra è questa: che cosa possiamo fare, concretamente, per creare a Castelsardo un'economia capace di offrire ai nostri giovani più possibilità e più continuità?
Non chiediamo miracoli e nemmeno promesse. Chiediamo di parlarne.
Perché l'estate che finisce non dovrebbe rappresentare soltanto la fine di una stagione. Potrebbe essere l'inizio di una riflessione sul futuro.
Bentornati su Castelsardo Online. Noi saremo qui, come sempre, a osservare, informarci e fare domande.
Perché un paese cresce anche quando qualcuno trova il coraggio di porre le domande giuste.
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