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Il silenzio che svuota la democrazia

Il silenzio che svuota la democrazia

Il silenzio che svuota la democrazia

Gli elettori non sono portatori sani di voto. Non sono utili sciocchi da cercare, oltre che tra parenti e amici, con campagne massicce prima delle elezioni e da ignorare subito dopo.

Eppure, è esattamente quello che accade.

A Castelsardo il silenzio dell'Amministrazione è diventato assordante. Nessuno comunica in modo chiaro e continuativo le attività della giunta comunale. Non si spiegano le scelte, non si raccontano i progetti, non si rendono conto dei risultati.

La trasparenza non può ridursi a documenti tecnici difficili da trovare e ancora più difficili da comprendere. Comunicare significa rendere i cittadini partecipi, aggiornati, consapevoli.

Domanda semplice: qualcuno ricorda il programma elettorale dell'attuale giunta o di quella precedente?

Ancora più semplice: qualcuno riesce a trovarlo facilmente?

Io ho provato. Senza successo.

E qui emerge un secondo problema, altrettanto grave: i cittadini non pretendono. Non chiedono conto. Non reclamano il rispetto degli impegni presi.

Così si crea un equilibrio pericoloso: chi governa non comunica,  chi è governato non pretende.

Il risultato? Una democrazia svuotata, ridotta al solo momento del voto.

Una distanza crescente tra istituzioni e comunità che rischiano di diventare strutturali, se non viene interrotta con un cambiamento di passo concreto e verificabile.

E mentre tutto tace, la realtà quotidiana racconta altro .

Qualcuno sa dire esattamente cosa è, cosa rappresenta, da chi verrà utilizzato e, soprattutto, quando sarà finito quell'ecomostro in cemento in perenne costruzione a Lu Bagnu? Non si sa. Il cantiere sembra chiuso ormai da tempo.

Nessuna comunicazione ufficiale, nessun cronoprogramma accessibile, nessuna spiegazione.

A questo si aggiunge un sito istituzionale farraginoso, poco intuitivo, che rende anche le informazioni teoriche pubbliche difficili da reperire.

Provate a cercare qualcosa. È un esercizio che dice molto più di tante parole.

La questione è semplice: informare non è una concessione, è un dovere. Essere informati non è un favore, è un diritto.

E i diritti, se non vengono esercitati, si perdono.

Serve un cambio di atteggiamento, da entrambe le parti.

L'amministrazione deve iniziare a comunicare in modo serio, costante e accessibile.

I cittadini devono iniziare a pretendere, con continuità e consapevolezza.

Perché la democrazia non finisce con il voto.

Posted by Ampsicora
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