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Castelsardo, città turistica affacciata sul mare, dovrebbe fondare il proprio sviluppo su una visione strategica chiara, capace di valorizzare pienamente il porto e le risorse del territorio.

Castelsardo, città turistica affacciata sul mare, dovrebbe fondare il proprio sviluppo su una visione strategica chiara, capace di valorizzare pienamente il porto e le risorse del territorio.

Eppure, analizzando la gestione attuale, emerge un quadro ben diverso: una linea amministrativa miope, priva di direzione e incapacità di trasformare il potenziale in risultati concreti.

Il bilancio del Comune, pur formalmente in equilibrio, si regge su basi fragili: entrate instabili, fortemente dipendenti da turismo e concessioni, e una spesa rigida che lascia pochissimo margine per politiche di sviluppo. In questo contesto,  il porto - che dovrebbe rappresentare il principale motore economico non apparire come una leva strategica, ma come un nodo opaco. Non è chiaramente leggibile il suo rendimento economico, non è evidente il saldo tra costi e ricavi, e manca una trasparenza che consente di valutarne l'effettivo contributo al bilancio comunale.

A questa critica si aggiunge un altro elemento grave: la totale assenza di un piano industriale pubblico e verificabile .

Non si conoscono obiettivi, strategie, né proiezioni di crescita. Senza questi strumenti, qualsiasi gestione rischia di diventare amministrazione ordinaria, priva di capacità trasformativa. Anche sul fronte della comunicazione istituzionale e della resacontazione ai cittadini si registra una carenza evidente: mancano dati aggiornati, indicatori di performance e strumenti che permettono un controllo diffuso sull'operato.

Nel frattempo, i servizi offerti a cittadini, turisti e diportisti restano limitati e non all'altezza di una destinazione turistica competitiva. Una realtà come Castelsardo non può permettersi di vivere esclusivamente di stagionalità, senza investimenti strutturali e senza un'offerta qualificata e moderna. Le infrastrutture connesse al porto, così come i servizi accessori, non mostrano quel salto di qualità necessario per attrarre flussi più stabili e qualificati.

Dopo oltre un anno e mezzo di mandato, l'attuale amministrazione non ha ancora dimostrato una visione di lungo periodo.

Non emergono scelte coraggiose, né interventi capaci di incidere realmente sul tessuto economico locale. Il rischio concreto è quello di una gestione che si limita a mantenere l'esistente, senza costruire il futuro.

Inoltre, si evidenziano criticità nella gestione degli ormeggi e delle infrastrutture portuali. In particolare, i moli situati sotto la diga foranea risultano collocati in condizioni che si presentano ai limiti della praticabilità e che richiederebbero maggiore attenzione sul piano della sicurezza e della regolamentazione. Parallelamente, altri moli risultano di fatto accessibili a tutti (non solo ai proprietari delle barche) e utilizzati con modalità poco uniformi, senza un controllo percepibile e continuativo. Questa disomogeneità gestionale solleva interrogativi sulla capacità di garantire standard adeguati di ordine, sicurezza e tutela dell'utenza nautica, elementi fondamentali per una struttura portuale di una destinazione turistica come Castelsardo.

In definitiva, il problema non è solo economico, ma strategico: senza trasparenza, senza investimenti e senza una direzione chiara, solo annunci (anche recenti) e qualche piccolo lavoro di manutenzione. Castelsardo continua a perdere opportunità. E una città con queste potenzialità non può permetterselo .

Castelsardo: gestione del porto opaco, assenza di visione e criticità strutturali in una città turistica senza strategia,

Posted by Ampsicora