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Castelsardo non sta semplicemente perdendo abitanti. Sta perdendo il suo futuro .

Castelsardo non sta semplicemente perdendo abitanti. Sta perdendo il suo futuro .



I numeri parlano chiaro: negli ultimi anni la popolazione è passata da circa 5.890 residenti a poco più di 5.600. Un calo costante. Ma il dato più preoccupante è un altro: in un solo anno si contano circa 18 nascite contro 74 decessi. Significa un saldo naturale di -56.

Tradotto: anche se nessuno andasse via, Castelsardo continuerebbe a diminuire.

E le conseguenze sono già visibili. Non sono proiezioni teoriche. Un asilo, quello di Lu Bagnu, ha già chiuso. Quando calano i bambini, calano i servizi. E quando calano i servizi, il paese diventa ancora meno attraente per le famiglie.

Eppure, di fronte a questo scenario, manca completamente una visione.

Negli ultimi anni si è governato il turismo, ma non la comunità. Si è costruito e incentivato un modello fatto di piccoli appartamenti destinati ai visitatori, spesso chiusi per gran parte dell'anno, mentre sempre più giovani coppie faticano a trovare una casa in cui vivere stabilmente.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: abbiamo case vuote e famiglie che non riescono a mettere radici. E senza radici non nascono figli.

Questo non è un effetto inevitabile del mercato. È il risultato di scelte, o meglio, di mancate scelte. Non esiste un piano per l'edilizia residenziale destinata ai residenti, non esiste una strategia per rendere Castelsardo un paese in cui vivere tutto l'anno, non solo soggiornare.

Ma il problema non riguarda solo i giovani. Riguarda anche chi è rimasto.

Castelsardo è un paese che invecchia: l'età media è ormai intorno ai 49 anni. Eppure non è organizzato per gli anziani. Non esiste un centro anziani, non esiste uno spazio dedicato alla socialità. Così le persone si arrangiano come possono, incontrandosi per strada, portandosi le sedie da casa.

Non è una scelta. È mancanza di alternative.

E questa immagine non è folklore. È il segno evidente di un'assenza. L'assenza di una politica sociale coerente con la realtà demografica del paese.

Oggi Castelsardo vive un paradosso: è attrattiva per chi arriva, ma sempre meno adatto a chi dovrebbe restare. Abbiamo costruito un paese per il turismo, ma non abbiamo costruito le condizioni per una comunità stabile.

E senza comunità, non c'è futuro.

Se una giovane coppia non trova casa, se mancano servizi, se non esistono spazi di aggregazione, è inevitabile che scelga di andare altrove. E se non arrivano nuove famiglie, il paese invecchia sempre di più, entrando in una spirale difficile da invertire.

Per questo il tema della spopolamento non può essere affrontato con slogan. Serve un cambio di direzione chiaro.

Serve un piano per la casa che favorisca i residenti e non solo gli affitti brevi. Serve investire su servizi per le famiglie e per i giovani. Serve riaprire e difendere i servizi essenziali, come gli asili. Serve creare spazi dignitosi per gli anziani, perché una comunità si misura anche da come tratta chi ha costruito il suo passato.

Soprattutto, serve una visione.

Perché il punto non è se Castelsardo funziona oggi. Il punto e se funzionerà domani.

E la verità è semplice: non basta essere un bel paese d'estate se si rischia di diventare un paese vuoto d'inverno.

Il futuro di Castelsardo si decide adesso. Ignorare questi segnali significa accettare, lentamente, il declino.

Posted by Ampsicora
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