Arrivano 2,5 milioni per il borgo: ma il futuro sarà costruito per i turisti o per chi vive qui tutto l'anno?
Apprendo con estremo favore dalla stampa della consegna dell'accordo tra la Regione Sardegna e il Comune di Castelsardo che porteranno nel nostro borgo circa 2,5 milioni di euro destinati alla valorizzazione del centro storico e allo sviluppo turistico del paese nell'ambito del programma regionale “Turismo nei Borghi”.
Una notizia importante, significativa, che merita certamente attenzione e che, se ben gestita, potrebbe rappresentare un'occasione concreta per migliorare il volto della nostra comunità, rafforzare l'attrattività del centro storico e creare nuove opportunità economiche e occupazionali.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il protocollo d'intesa è stato firmato tra la Regione Sardegna e il Comune di Castelsardo all'interno di un programma più ampio che coinvolge diversi borghi storici dell'isola. L'obiettivo dichiarato è quello di investire su accessibilità, riqualificazione urbana, turismo lento, valorizzazione culturale e miglioramento dell'accoglienza.
Fin qui la buona notizia. E su questo non possiamo che esprimere soddisfazione.
Tuttavia, proprio perché si tratta di una cifra importante e di un intervento destinato ad incidere profondamente sul futuro del paese, riteniamo doveroso provare a fare un po' di chiarezza, soprattutto perché, al momento, dall'amministrazione comunale non sembrano emergere dettagli sufficientemente chiari sull'intera operazione.
E allora, a beneficio di tutti noi “sudditi” — termine volutamente ironico ma che rende bene il clima di distanza che spesso si percepisce tra amministrazione e cittadini — proviamo a mettere insieme le poche informazioni disponibili per capire cosa potrebbe realmente accadere nei prossimi anni a Castelsardo.
Per prima cosa occorre chiarire che i 2,5 milioni annunciati non equivalgono ad un assegno immediatamente spendibile. Si tratta di risorse inserite nella programmazione FSC 2021-2027, quindi fondi che seguono procedure precise, tempistiche tecniche, progettazioni, gare pubbliche e successivi affidamenti.
Tradotto in termini concreti: oggi esiste un accordo politico-programmatico, ma non risultano ancora pubblicati né il progetto esecutivo complessivo né un cronoprogramma dettagliato degli interventi.
Questo significa che i cittadini, ad oggi, non conoscono ancora:
- quali opere verranno realizzate concretamente;
- quali aree del borgo saranno interessate;
- quali priorità siano stato individuate;
- quali somme verranno destinate ai singoli interventi;
- quali siano le tempistiche reali di apertura e chiusura dei cantieri;
- quali categorie economiche beneficeranno direttamente degli appalti. Eppure si tratta di aspetti fondamentali.
Dalle dichiarazioni pubbliche rilasciate in questi giorni sembrerebbe che il progetto riguardi principalmente:
- la riqualificazione del centro storico;
- il miglioramento delle vie di accesso;
- interventi di arredo urbano;
- illuminazione artistica;
- percorsi turistici;
- valorizzazione paesaggistica;
- infrastrutture destinate all'accoglienza.
In sostanza, una grande operazione di “restyling” turistico del borgo.
Un obiettivo condivisibile, sia chiaro. Ma che inevitabilmente apre anche una serie di interrogativi politici e amministrativi che non possono essere liquidati con slogan o fotografie celebrative.
Per esempio: quali saranno le priorità effettive?
Perché valorizzare il borgo non significa semplicemente abbellire piazze e installare nuove luci. Significa anche affrontare problemi concreti che i residenti conoscono bene:
- spopolamento del centro storico;
- difficoltà di accesso;
- differenza di posizionamento;
- manutenzioni ordinarie;
- servizi ai residenti;
- sostenibilità della pressione turistica;
- equilibrio tra vivibilità e marketing territoriale.
E qui occorre dirlo con forza, senza ambiguità.
Ci auguriamo che questi milioni non vengano pensati esclusivamente per chi vive Castelsardo tre giorni d'estate o una settimana di vacanza all'anno, ma soprattutto per chi a Castelsardo e a Lu Bagnu vive dodici mesi l'anno, affrontando quotidianamente problemi, disagi, carenze infrastrutturali e servizi spesso insufficienti.
Perché una comunità non può essere progettata solo a misura di turista.
Non può esistere soltanto la logica della fotografia da brochure, della cartolina perfetta, del "borgo-vetrina" da mostrare nei social o nelle campagne promozionali.
Esiste una popolazione residente che chiede:
- strade decorose;
- servizi efficienti;
- parcheggi;
- sicurezza;
- manutenzioni;
- spazi vivibili;
- attenzione ai quartieri;
- qualità della vita reale.
E Lu Bagnu, troppo spesso, rischia di diventare il simbolo di questa distanza tra narrazione turistica e vita quotidiana.
Perché mentre si parla di milioni per la valorizzazione del borgo, ci sono cittadini che ogni giorno convivono con problemi ordinari che attendono ancora risposte concrete.
Esiste poi un altro tema centrale: quello degli appalti.
Quando arrivano finanziamenti di questa portata, è inevitabile che si muova un sistema economico importante fatto di:
- imprese edili;
- studi professionali;
- progettisti;
- fornitori;
- società di servizi;
- aziende di comunicazione;
- operatori specializzati.
Ed è proprio qui che diventa fondamentale la trasparenza.
I cittadini hanno il diritto di sapere:
- come verranno assegnati gli incarichi;
- quali procedure saranno adottate;
- se verranno privilegiate gare pubbliche aperte;
- quali criteri verranno utilizzati;
- come sarà garantita la rotazione degli affidamenti;
- quali controlli saranno previsti.
Perché le risorse pubbliche appartengono alla collettività e non possono trasformarsi nell'ennesima occasione utile per circuiti ristretti o dinamiche poco comprensibili.
C'è poi una riflessione politica più ampia che merita attenzione.
Negli ultimi anni Castelsardo ha intercettato numerosi finanziamenti pubblici:
- internet;
- eventi
- viabilità;
- ciclabilità;
- riqualificazione urbana;
- promozione territoriale.
Un dato certamente positivo, che dimostra capacità di interlocuzione istituzionale e presenza nei tavoli regionali.
Ma proprio per questo cresce inevitabilmente anche il livello di responsabilità politica e amministrativa.
Perché non basta annunciare fondi. Occorre dimostrare:
- capacità progettuale;
- capacità di esercizio;
- rapidità di esecuzione;
- qualità degli interventi;
- benefici concreti per la popolazione residente.
La vera sfida non sarà soltanto rifare una piazza o sistemare un percorso panoramico.
La vera sfida sarà capire se questi milioni riusciranno davvero a:
- creare economia stabile;
- sostenere le attività locali;
- ridurre lo spopolamento;
- migliorare la qualità della vita;
- rendere il borgo più vivo anche fuori dalla stagione estiva.
Ed è per questo che sarebbe auspicabile, da parte dell'amministrazione comunale, un cambio di passo nella comunicazione pubblica.
Meno propaganda. Meno annunci celebrativi. Più documenti. Più trasparenza. Più confronto pubblico. Più condivisione con cittadini, commercianti, residenti e operatori economici.
Perché i finanziamenti pubblici non sono patrimonio della maggioranza di turno. Sono patrimonio della comunità.
E una comunità informata è una comunità che può partecipare, controllare, contribuire e persino migliorare le scelte amministrative.
Continuerò a seguire la vicenda con attenzione, nella speranza che questi 2,5 milioni non diventino soltanto l'ennesimo titolo da conferenza stampa, ma un'opportunità reale e concreta per il futuro di Castelsardo e di tutti coloro che questo paese lo vivono ogni giorno, non soltanto durante una vacanza.
Nota a margine.
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