• Home
  • LE SPIAGGE DI CASTELSARDO, ORA PARLANO CITTADINI E TURISTI
LE SPIAGGE DI CASTELSARDO, ORA PARLANO CITTADINI E TURISTI

LE SPIAGGE DI CASTELSARDO, ORA PARLANO CITTADINI E TURISTI


di Amsicora – Castelsardo Online

Chi segue  Castelsardo Online sa che leggo con molta attenzione tutto ciò che viene pubblicato e comunicato a Castelsardo.

Leggo le comunicazioni dell'Amministrazione, quelle della minoranza, le iniziative delle associazioni, gli interventi dei cittadini e tutto ciò che riguarda la nostra comunità.

Ma una cosa deve essere chiara:  leggere non significa condividere .

Non ho mai ritenuto che una posizione espressa da una parte politica debba diventare automaticamente la posizione del blog. Castelsardo Online vuole mantenere la propria autonomia e, soprattutto, vuole cercare di raccontare i problemi della nostra città senza diventare il megafono di qualcuno.

Per questo, normalmente, quando una forza politica interviene su un determinato argomento, mi limite a registrare la notizia e, quando necessario, ad approfondirla attraverso documenti e fatti.

Questa volta, però, non posso fare finta di niente.

Perché dopo l'intervento di  Castelsardo Bene Comune sulla situazione delle spiagge di Lu Bagnu si è aperta una discussione che va ben oltre la politica.

E dentro quella discussione ci sono  cittadini e turisti che stanno raccontando la loro esperienza personale .

Ed è proprio questo che mi interessa.

Non voglio dire che abbiamo tutti ragione.

Non voglio dire che abbiamo tutti torto.

Non voglio nemmeno stabilire attraverso i commenti quale sia la causa dell'erosione.

Voglio semplicemente riportare la loro voce.

Perché quando tante persone, con storie diverse, raccontano di vedere lo stesso problema, credo che anche un blog locale abbia il dovere di ascoltare visto che i giornali più accreditati del blog non lo fanno.


“Ho messo la casa in vendita”

Tra i commenti ce n'è uno che, personalmente, mi ha colpito più di altri.

Una persona scrive semplicemente:

“Io l'ho messa in vendita... non mi piace più questa località!”

È una frase breve. Ma dietro quella frase c'è qualcosa di molto più grande della semplice lamentela per una spiaggia.

C'è il rapporto tra una persona e un luogo che evidentemente, a un certo punto, non viene più percepito come prima.

E un altro commentatore arriva a fare una previsione ancora più pesante: sostiene che entro pochi anni potrebbe esserci una vera e propria fuga e una svalutazione delle case.

Sono opinioni, naturalmente.  Non sono dati immobiliari e non possiamo trasformarle in una previsione.

Ma sono comunque parole che qualcuno ha sentito il bisogno di scrivere.

E allora la domanda è:  possiamo semplicemente ignorarle?

Io penso di no.


C'è chi viene a Castelsardo da 16, 20, 23 e persino 38 anni

Un altro aspetto interessante della discussione è rappresentato da chi conosce Castelsardo da moltissimo tempo.

Una persona racconta di avere una casa a Castelsardo e di essere originaria di Como, sostenendo che la sistemazione delle spiagge sia diventata una vera urgenza se non si vuole perdere i turisti abituali.

Un'altra persona racconta che, dopo 16 anni , quest'anno, a causa della poca spiaggia e del degrado, ha scelto di spostarsi altrove.

Un altro ancora dice di frequentare Castelsardo da 20 anni e racconta che oggi la risalita dalle spiagge di Lu Bagnu è diventata un problema, aggiungendo che molti giovani scelgono altre località o si spostano la sera verso Alghero.

E c'è chi ricorda addirittura di frequentare Castelsardo da 38 anni .

Sono animatori personali.

Ma sono anche testimonianze che raccontano una cosa precisa: per una parte di chi frequenta Castelsardo da anni, qualcosa è cambiato.


Non è soltanto la spiaggia: è quello che succede dopo

C'è poi un commento che merita particolare attenzione.

Un frequentatore racconta che oggi va al mare altrove e che, di conseguenza, anche la colazione o il caffè o il pranzo li consuma altrove.

Sembra una cosa piccola.

Non lo è.

Perché significa che quando una persona cambia, cambia anche il luogo nel quale spenderà una parte del proprio denaro.

Un altro commentatore sostiene che, se i turisti non trovano servizi e una spiaggia adeguata, vanno altrove e, insieme a loro, se ne vanno anche i loro soldi.

Non è necessariamente una dimostrazione scientifica dell'impatto economico dell'erosione.

Ma è la percezione di chi vive concretamente il territorio .

E anche questa percezione, per chi amministra una località turistica, dovrebbe contare.


“Senza spiagge, paese senza futuro”

C'è chi è ancora più netto.

"Intervenire subito ed in fretta!! Senza spiagge paese senza futuro."

Altri raccontano che la spiaggia, dopo oltre vent'anni, sarebbe ormai “a pezzi”.

E c'è chi sostiene che la situazione sia evidente da anni e che, oltre alla riduzione degli arenili, si sommano altri problemi che renderebbero sempre meno piacevole trascorrere le vacanze a Castelsardo come ad esempio la non adeguata pulizia della città.

Sono parole dure.

Ma sono parole che provengono dal territorio.


E poi c'è il tema del porto

Qui la discussione diventa ancora più interessante.

Un commentatore racconta di aver osservato il fenomeno per molti anni e sostiene che il problema delle spiagge sarebbe comparso dopo i lavori del porto.

Arriva persino a sostenere che le correnti possano avere favorito l'accumulo della sabbia in prossimità dell'ingresso del porto.

Attenzione: questa è una sua interpretazione, non un fatto che Castelsardo Online considera accertato.

Ma è una domanda che meriterebbe eventualmente una risposta tecnica.

Perché se esiste un dubbio sulla relazione tra opere portuali, correnti e dinamiche sedimentarie, la risposta non può essere un'opinione contrapposta a un'altra opinione.

Servono studi, dati, rilievi e competenze scientifiche .


Ma non tutti chiedono di “mettere sabbia”

Ed è importante dirlo.

Nella discussione c'è anche chi invita a non affrontare il problema in maniera semplicistica.

Un commentatore che dichiara di essere geologo e di frequentare Castelsardo da 38 anni ricorda che le dinamiche sedimentarie costiere sono condizionate da molti fattori: mareggiate, livello medio del mare, clima e modifiche delle opere costiere.

Secondo la sua posizione, portare semplicemente un camion di sabbia potrebbe non essere una soluzione e potrebbe addirittura risultare controproducente.

La sua conclusione è diversa da quella di chi chiede interventi immediati: prima di intervenire, sostenendo, sarebbe necessario uno studio lungo e mirato .

Ed è una voce che dobbiamo ascoltare esattamente come ascoltiamo chi chiede i frangiflutti.

Perché il problema è serio proprio per questo: non possiamo risolverlo con i commenti di Facebook.


Frangiflutti sì o no?

Molti commentatori chiedono invece interventi fisici.

C'è chi parla di barriere frangiflutti.

C'è chi propone strutture simili ai “pettini” utilizzati in altre zone costiere.

C'è chi chiede semplicemente:

“Cosa si aspetta a proteggere la poca costa balneabile con dei frangi mare?”

Anche qui, però, la risposta non può essere semplicemente sì o no.

Una barriera modifica la dinamica delle correnti e del trasporto sedimentario e può avere conseguenze anche sul paesaggio e sulle aree vicine.

Lo riconosco persino uno dei commentatori che parla di una possibile barriera: il problema sarebbe l'impatto sul paesaggio.

Ecco perché serve una discussione seria.


C'è anche chi accusa le amministrazioni

Naturalmente nei commenti non manca la critica politica.

Qualcuno sostiene che le amministrazioni comunali hanno beneficiato negli anni degli introiti legati alle seconde case e al turismo senza garantire, a suo giudizio, una protezione adeguata della fascia costiera.

Qualcun altro ricorda che il problema non è nato ieri e che nessuna amministrazione può chiamarsi completamente fuori .

Ed è un'osservazione che merita di essere considerata, soprattutto perché impedisce di trasformare la questione in una semplice contrapposizione tra “chi governava prima” e “chi governa oggi”.


E c'è chi parla di una stagione turistica difficile

Un commento sostenendo che quest'anno le spiagge di Lu Bagnu fossero praticamente inesistenti e collega questa situazione, nella propria percezione, alle difficoltà di bar e ristoranti.

Nello stesso commento vengono sollevate anche altre problematiche, come blatte e depuratore.

Su queste ultime affermazioni, naturalmente, Castelsardo Online non può limitarsi a riportare il commento come se fosse una notizia accertata : se necessario, saranno oggetto di verifiche separate.

Ma il dato che ci interessa qui è un altro: il commentatore percepisce un collegamento diretto tra qualità del litorale, qualità della vacanza e andamento delle attività economiche.


Dopo 23 anni, quest'anno quasi tutti i giorni altrove

Forse una delle testimonianze più significative è quella di chi scrive:

“Noi dopo 23 anni quest'anno siamo andati quasi tutti i giorni altrove”.

Ventitré anni sono tanti.

E quando una persona che frequenta una località da 23 anni racconta di avere cambiato abitudini, credo che sia almeno doveroso chiedersi perché.


Non voglio fare il processo a nessuno

Arrivati a questo punto, voglio però tornare alla premessa.

Io sono Ampsicora e questo è Castelsardo Online .

Non abbiamo bisogno di prendere in prestito le posizioni di nessuno.

Non abbiamo bisogno di diventare una costola di una parte politica.

E non abbiamo bisogno di stabilire oggi chi ha la responsabilità dell'erosione delle spiagge.

Abbiamo però il dovere di guardare ciò che sta accadendo e parlarne .

Il blog aveva già messo in evidenza il problema della progressiva riduzione degli arenili.

Ora sono i cittadini ei turisti a parlarne.

E alcuni di loro dicono cose che fanno riflettere:

c'è chi cambia spiaggia;

chi cambia luogo dove fare colazione;

chi dopo 16 anni decide di andare altrove;

chi dopo 23 anni cambia le proprie abitudini;

chi viene da decenni e non riconosce più il litorale;

chi teme che Castelsardo perde attrattività;

chi dice di voler vendere casa;

chi chiede frangiflutti;

chi chiama in causa il porto;

chi invita invece a uno studio scientifico serio;

e chi ricorda che il problema non può essere attribuito soltanto a un'amministrazione.

Tutte queste voci meritano di essere ascoltate.

Non perché rappresentino necessariamente la verità.

Ma perché rappresentano una parte della percezione che oggi esiste intorno a Castelsardo .

E forse è proprio da qui che bisogna partire.

Non dalle polemiche.

Non dalle accuse.

Non dalla ricerca del colpevole.


Dalla domanda più semplice: che cosa sta succedendo alle nostre spiagge?

E subito dopo, quella ancora più importante:

CHE COSA POSSIAMO FARE, CONCRETAMENTE, PER CAPIRE IL FENOMENO E AFFRONTARLO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI?

Questa, per quanto mi riguarda, è la discussione che vorrei aprire su Castelsardo Online .

Una discussione nella quale questa volta non parlerò soltanto io .

Lasciamo parlare chi Castelsardo lo vive.

Chi lo frequenta.

Chi ci ha comprato una casa.

Chi ci passa le vacanze.

Chi ci lavora.

Chi ci è venuto per vent'anni.

E anche chi, oggi, dice di non sentirsi più attratto come un tempo.

Perché se quelle voci sono vere anche solo in parte, ignorarle sarebbe un errore.

Esprimetevi, diteci la vostra opinione scrivendo ad ampsicoracs@gmail.com

Fate crescere il blog, condividete gli articoli sui vostri social.


Posted by Ampsicora
Articolo precedente
Ultimi Articoli
Trasporti pubblici: i giovani fino a 14 anni potranno viaggiare gratis
17. Aug. 26
Trasporti pubblici: i giovani fino a 14 anni potranno viaggiare gratis
LE SPIAGGE DI CASTELSARDO, ORA PARLANO CITTADINI E TURISTI
16. Aug. 26
LE SPIAGGE DI CASTELSARDO, ORA PARLANO CITTADINI E TURISTI
Buon Ferragosto da Castelsardo Online
14. Aug. 26
Buon Ferragosto da Castelsardo Online