Le critiche non nascono per dividere, ma dal desiderio di vedere la nostra comunità crescere, unita, ogni giorno dell'anno.
Ci sono sentimenti che non hanno bisogno di essere spiegati. Si vivono. Si respirano. Si portano dentro.
L'amore che provo per Castelsardo, per Lu Bagnu e per tutta la nostra comunità è uno di questi.
Negli ultimi mesi ho scritto numerosi articoli. Alcuni sono stati condivisi e apprezzati, altri hanno acceso il dibattito, altri totalmente ignorati. C'è anche chi ha letto in quelle righe soltanto la critica. È comprensibile. Ma forse non sono riuscito a spiegare abbastanza bene da dove nasce tutto questo.
Ogni riflessione, ogni domanda, ogni osservazione che pubblico nasce da un sentimento semplice e profondo: l'amore per questa terra.
Chi ama davvero un luogo non si limita ad applaudirlo quando tutto va bene. Lo osserva con attenzione, si preoccupa quando vede occasioni perdute, si entusiasma davanti a nuove possibilità e sente il dovere di proporre idee. Perché amare significa anche partecipare.
È questo lo spirito con cui affronto temi come il porto turistico, la valorizzazione di Lu Bagnu, le comunità energetiche, i finanziamenti regionali, il turismo, i servizi, la comunicazione istituzionale e tutto ciò che riguarda il futuro di Castelsardo. Non per polemiche elementari, ma perché sono convinto che il nostro paese merita sempre qualcosa in più.
Ogni volta che percorro il lungomare di Lu Bagnu o salgo verso il Castello, mi rendo conto di quanto siamo fortunati. Viviamo in uno dei luoghi più belli della Sardegna, un borgo che tutto il mondo ci invidia. Ogni estate migliaia di persone scelgono di trascorrere qui le loro vacanze, riempiendo le nostre piazze, i ristoranti, gli alberghi, i negozi e le spiagge.
Ed è una gioia vedere quella vitalità.
Vedere i tavoli pieni, gli operatori economici soddisfatti, le famiglie passeggiare sul lungomare, i bambini giocare in spiaggia, il porto animato dalle imbarcazioni.
Ma un anno è fatto di dodici mesi.
Ed è proprio qui che nasce il mio desiderio più grande.
Vorrei che quella stessa energia, naturalmente con ritmi diversi, potesse accompagnare Castelsardo anche in autunno, in inverno e in primavera. Perché Castelsardo non smette di essere straordinaria quando finiscono le vacanze.
Anzi.
Forse è proprio d'inverno che mostra la sua anima più autentica.
Quando il rumore delle onde prende il posto della confusione.
Quando le mura del Castello sembrano raccontare secoli di storia.
Quando il mare cambia colore ogni giorno e il paese ritrova il suo tempo.
È quella la Castelsardo che porto nel cuore.
Per questo sogno una comunità capace di guardare oltre le singole appartenenze.
Mi piacerebbe vedere amministrazioni, maggioranza e opposizione, associazioni, imprenditori, commercianti, artigiani, pescatori, professionisti, giovani, anziani e volontari sedersi allo stesso tavolo con un unico obiettivo: costruire il futuro di Castelsardo.
Le idee possono essere diverse.
È giusto che sia così.
Il confronto è una ricchezza.
Ma l'amore per il nostro paese dovrebbe essere il punto di incontro di tutti.
Io non credo che il futuro si costruisca cercando continuamente un colpevole.
Credo invece che si costruisca mettendo insieme le energie migliori di una comunità.
Le critiche, quando sono oneste, documentate e propositive, non dovrebbero mai essere viste come un attacco personale. Dovrebbero rappresentare uno stimolo a fare meglio, tutti.
Se qualche mio articolo ha fatto discutere, non è perché volevo dividere.
Era perché speravo di far riflettere.
Perché il silenzio non migliora un paese.
Le idee, invece, possono farlo.
Continuerò quindi a raccontare ciò che funziona e ciò che, secondo me, potrebbe funzionare meglio. Continuerò a riconoscere i meriti quando ci saranno e a porre domande quando sarà necessario, sempre con rispetto delle persone e delle istituzioni.
Perché il mio obiettivo non è vincere una discussione.
È vedere Castelsardo crescere.
È vedere Lu Bagnu valorizzata come merita.
È vedere i nostri giovani scegliere di restare.
È vedere una città viva non soltanto a luglio e ad agosto, ma durante tutto l'anno.
In fondo, il mio unico partito non è un simbolo, una bandiera o uno schieramento.
Il mio unico partito è il futuro di Castelsardo.
E se continuerò a scrivere sarà sempre per lo stesso motivo: perché amo profondamente questa terra e credo che il modo migliore per dimostrarlo non sia limitarsi ad ammirarla, ma contribuire, ciascuno per la propria parte, a renderla ogni giorno un po' più bella.
Se riusciremo a farlo insieme, allora avremo fatto il regalo più grande non solo a noi stessi, ma anche a chi verrà dopo di noi.
Come sempre se qualcuno ha qualcosa da dire basta scriverci: ampsicoracs@gmail.com
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